- 13 giugno 2023, 19:38

Politecnico, partito lo Spei Satelles, il nano satellite con a bordo il messaggio di speranza di Papa Francesco

Il decollo è avvenuto dalla base Usa di Vandenberg, in California. La missione è coordinata da Agenzia Spaziale Italiana e l'ateneo scientifico torinese

Il nano satellite con il messaggio del Papa

E' iniziato il viaggio del nanosatellite con il messaggio di Papa Francesco che vede protagonista anche il Politecnico di Torino

È partita con successo dalla base Usa di Vandenberg, California, la missione Spei Satelles, che nei prossimi giorni prevede la messa in orbita del CubeSat con il messaggio di speranza di Papa Francesco, contenuto nel Nanobook “Perché avete paura, non avete ancora fede?”.

Agenzia spaziale italiana e Politecnico sugli scudi

A coordinare la missione Spei Satelles, su impulso del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, è l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con il Politecnico di Torino, i cui ricercatori e studenti del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale hanno realizzato il CubeSat 3U. Il CubeSat con all’interno il Nanobook, realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), sarà posizionato in orbita grazie al veicolo di trasferimento orbitale ION dell’italiana D-ORBIT che è stato lanciato con un razzo Falcon9.

Il satellite e il Nanobook sono oggetti di piccole dimensioni, ma grandi nella loro portata. Già nel nome e nel logo della Missione Spaziale evocano il desiderio di contribuire a generare speranza, ponendo un segno nel cielo affinché sulla terra vi sia più fraternità e condivisione, motori di ogni speranza possibile.

L’iniziativa è una icona del messaggio del Papa del 27 marzo 2020 che, con la Statio Orbis in Piazza S. Pietro, ha invitato il mondo a sperare.

Il progetto ha poi coinvolto l’Agenzia Spaziale Italiana, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Il Politecnico di Torino, l’Instituto para el Diálogo Global y la Cultura del Encuentro – IDGCE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia - IUSVE e l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino.

Le parole del Papa in un chip di memoria

Il satellite cuore della missione custodisce il Nanobook, con le parole del Papa, una trasmittente e un chip di memoria che invitano, simbolicamente, le persone a sperare ed agire per condividere speranza.

E' finalmente in corsa verso l’orbita eliosincrona, a circa 525 chilometri di altitudine dalla superficie terrestre, il CubeSat 3U costruito dagli studenti del Politecnico di Torino. Il parallelepipedo, di 34x10x10 centimetri, pesante meno di 3 kg, custodisce sistemi ad alta tecnologia benedetti dal Santo Padre Francesco nell’udienza del 29 marzo scorso. Oltre alle apparecchiature di volo e di telemetria, il piccolo messaggero porta con sé diversi “strumenti” di speranza e pace.

La trasmissione su bande radio amatoriali

La voce del satellite sarà una trasmittente che in banda radio amatoriale, sulla frequenza di 437.5 MHz modulazione: GMSK a 9600 bit/s e protocollo: AX.25 trasmetterà messaggi desunti dal Magistero Pontificio sulla speranza. Al sorgere del sole nei diversi punti del globo sarà possibile essere raggiunti da una parola di conforto e di sprone sulle strade della speranza.

Un sito per tutti coloro che vogliono sentirsi "a bordo"

Infine, la missione Spei Satelles coinvolge anche tutte le persone sulla terra che lo desiderano. Infatti, dal 27 marzo 2023, giorno dell’apertura del sito  www.speisatelles.org in centinaia da tutto il mondo hanno aderito al progetto iscrivendosi al sito ed ottenendo la simbolica boarding pass con cui ciascuno è “salito a bordo” impegnandosi a fare una azione di misericordia sulla terra.

Uomini e donne, giovani e bambini. Come María, dal Messico che si impegna a esporre messaggi di pace nel suo negozio, Andrea, 17 anni, dagli USA che si impegna a scrivere una lettera di ringraziamento ai suoi insegnanti per l’amore e la dedizione con cui vivono la loro missione o don Renato, dall’Italia, che si impegna ad aiutare i ragazzi ad esprimersi in rete con intelligenza, rispetto ed empatia.

Visto il successo e la possibilità che l’adesione possa rappresentare un efficace strumento educativo, benché il lancio sia avvenuto sarà ancora possibile iscriversi ed attraverso la stazione di controllo a terra i nomi verranno scritti a distanza sulla memoria in orbita.

redazione

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